13 aprile 2018

Recuperare il valore, anche estetico, del paesaggio come risorsa sociale, culturale ed economica. Era questo uno dei principali obiettivi di mandato dell’attuale amministrazione. È stato perseguito, e attuato, attraverso una serie di politiche concrete con un punto in comune: il valore del verde come elemento di bellezza. È peraltro questa una delle grandi ricchezze di San Donà.

Bastano pochi numeri: San Donà conta qualcosa come 140 ettari di verde pubblico, di cui 20 ettari di bosco. Una cifra enorme. Pari a circa 34 metri quadrati per abitante. Tanto per fare un paragone, Bolzano, nota per essere uno dei capoluoghi più verdi d’Italia, conta 125 ettari di aree verdi, ovvero 11 metri quadrati pro capite. Un terzo di quanto tocca, in media, a ogni sandonatese.

Il nostro verde pubblico consta di 33 aree attrezzate per bambini e 5mila alberi lungo i filari stradali. Da notare che ogni albero “pulisce” l’aria di 60 kg di CO2 all’anno. A curare questo patrimonio sono 1 tecnico e 8 giardinieri comunali. Bolzano, per capirsi, può permettersi di schierare, con qualche ettaro in meno cui provvedere, 5 tecnici, 38 giardinieri, 3 impiegati amministrativi. Tanto per dire l’impegno della nostra giardineria.

E negli ultimi cinque anni il numero complessivo degli alberi, a San Donà, è cresciuto e migliorato qualitativamente, attraverso varie strategie di intervento. Innanzitutto un monitoraggio complessivo delle alberature cittadine. Risaliva al 2001 l’ultima volta in cui era stato svolto in forma completa. È stata valutata la staticità e, quando è stato necessario, si è provveduto a sostituzione. Per ogni albero ne è stato piantato almeno un altro, o nello stesso luogo o in altra zona. Sono state sostituite essenze esotiche, introdotte in altri periodi, con alberi autoctoni. Ad esempio, lungo via Dante è stato ricreato l’antico filare di platani che si vede nelle immagini d’epoca. La gestione delle alberate stradali ha portato a San Donà anche un messaggio di complimenti del Ministero dell’Ambiente.

Altro punto fondamentale: la riqualificazione di parco Fellini, unico esempio di antica foresta planiziale in ambiente urbano adatta alla passeggiata. Lì sono state ricreate anche le dune di un paesaggio ormai perduto hanno trovato dimora quei frassini, carpini e querce che costituivano il panorama che vedevano gli antichi Veneti, millenni fa. Nel parco un nuovo tratto di bosco, di circa 3 ettari che si sono aggiunti ai 7 iniziali, è sorto da ultimo anche grazie alla collaborazione con il Consorzio di Bonifica e Supermercati Alì, che ringrazio per avere donato 2mila alberi alla città.

E ancora, grazie alla collaborazione tra Amministrazione, Rotary, Veritas e un’impresa privata, la Forrest, sono stati piantumati nel marzo 2017 ben 18mila alberi in aree comunali per la realizzazione di boschi a ciclo veloce: un modo per produrre energia termica ed elettrica totalmente rinnovabile e a km zero, avendo aree verdi ben curate senza oneri per le casse pubbliche.

Infine l’intervento forse più ampio: la restituzione alla campagna di 60 ettari in origine edificabili. Secondo qualcuno siamo i primi in Italia nella speciale classifica di ripristino del paesaggio agricolo. Ma la cosa davvero importante non è il primato, ma aver posto un tassello in controtendenza rispetto all’erosione del nostro paesaggio in anni di indiscriminata aggressione al territorio. E questo deve renderci orgogliosi.

 

 Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

San Donà di Piave, 13 aprile 2018