10 gennaio 2017

Siamo 41.883. E non siamo mai stati così tanti da quando, nel 1064, una bolla di papa Alessandro II cita per la prima volta la Terra di San Donato sul Piave. Il precedente picco della popolazione sandonatese risaliva ai 41.815 residenti di fine 2014.

Lo confesso: è un grande orgoglio. L’anno inizia sotto il segno della fiducia. È la certificazione, in numeri, delle aspettative di famiglie che decidono di fare di San Donà il centro della propria vita, contando su una elevata qualità dei servizi, a partire da quelli sanitari, e su possibilità di occupazione. San Donà, quindi, in controtendenza, a fronte di dati nazionali e regionali che registrano una contrazione della popolazione. A tirare la volata i trasferimenti da altri Comuni, che registrano un vero e proprio boom, sfondano quota mille unità. In 1.303 hanno scelto di spostare la propria residenza a San Donà, contro i 973 dell’anno scorso. E un incremento di 330 trasferimenti è un grande atto di fiducia verso la nostra città.

San Donà in felice controtendenza anche riguardo il numero dei matrimoni. La tendenza al loro declino era già stata spezzata nel 2015, con 96 celebrazioni contro le 78 dell’anno precedente. Nell’anno che si è appena concluso sfondata anche in questo caso una soglia psicologica, quella dei cento fiori d’arancio. Sono stati 105 i sì pronunciati in Città con una prevalenza dei riti civili, 59, rispetto ai 46 religiosi. A tutte le nuove famiglie, i miei più sinceri auguri.

Scema, invece, l’effetto del divorzio breve: dopo i 30 divorzi registrati nel 2015, quando venne introdotta la legge di semplificazione dell’istituto, si è scesi a 27 nel 2016.

Continua, invece, la contrazione della popolazione straniera, scesa a 4.573 residenti (1.386 comunitari, 3.182 extracomunitari), pari al 10,91 per cento del totale. Una percentuale ben distante dal picco del 12,18 per cento del 2012, dovuta però non solo a un rallentamento dei flussi migratori dall’estero quanto a un sempre più frequente acquisto della cittadinanza italiana. Sono stati 176 nel 2016 i nuovi italiani. Anche questo elemento può essere indice di un desiderio di stabilità e di investimento sul futuro. Lo conferma anche la natura dei 223 trasferimenti dall’estero che riguardano in grandissima parte ricongiungimenti familiari. Altro elemento che avrà importanti effetti sulla definizione della San Donà futura il numero di minori stranieri, che resta importante. Sono 1.057, di cui 789 extracomunitari e 268 comunitari.

È questo il principale contrappeso a quella che è, invece, la tendenza più inquietante e che accomuna San Donà alle medie nazionali. Resta basso il numero di nascite. A fronte di 312 nuovi nati sono state 383 le morti, confermando una tendenza all’invecchiamento della popolazione che dura ormai da decenni.

E anche questa sarà una grande sfida che San Donà, città magnetica e centro di attrazione, dovrà accettare in un futuro sempre più prossimo.

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 10 gennaio 2017