25 giugno 2018

PASARELLA2

GRANDE GUERRA E CENTENARIO:

COMPLETATO IL RESTAURO

DEL MONUMENTO AI CADUTI DI PASSARELLA

Completato il restauro del Monumento ai Caduti di Passarella che era stato iniziato il giorno 2 maggio 2018. Il lavoro di restauro conservativo, curato dalla ditta Diego Malvestio & c. SNC con sede in via Borsoi 17 a Concordia Sagittaria (VE), volto alla pulitura degli elementi lapidei e al loro consolidamento tramite iniezioni di malte micronizzate, la pulizia e la protezione degli elementi bronzei ed il ripristino/ripassatura delle iscrizioni laddove deteriorate o mancanti ha riportato l’antico monumento alla sua luce piu’ bella. Si tratta di un recupero importante e di alta qualità che caratterizza uno dei segni della memoria della Grande Guerra più antichi del Comune di San Donà di Piave.

Il monumento: opera dello scultore veneziano Carlo Lorenzetti nel 1924.

Un originale ricordo anche dei civili rimasti in zona occupata durante la Grande Guerra

Quello di Passarella, con riferimento alla Grande Guerra, è il primo Monumento ai Caduti inaugurato a San Donà (24 Maggio 1924). Segue l’Asilo-Monumento ai Caduti di Chiesanuova, inaugurato il 23 Marzo 1927, quindi l’imponente Monumento ai Caduti nel centro cittadino (9 Novembre 1930) e solo il 15 Novembre 1931 fu inaugurato il Monumento Ancillotto in Piazza Indipendenza.

L’opera, caratterizzata da un alto obelisco in pietra d’Istria e da fregi in bronzo, fu progettata all’epoca dallo scultore veneziano Carlo Lorenzetti (1858-1945), artista che ebbe un ruolo importante anche dell’istituzione dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.

Nel suo libro “San Donà e le succursali di Chiesanuova e Passarella” (1928) Mons. Chimenton ricorda le due dediche, l’una ai 42 caduti in guerra, l’altra al ricordo dei civili: “Passarella: ai suoi profughi morti in forzato esilio / Strappati al focolare domestico / dispersi tormentati uccisi / in un’ora piena di angoscia / da soldatesche invadenti / da tristizia di vicende / abbia la pietà / anche per voi, o vittime oscure del destino / nei solenni riti / nelle memorie / sempre vivo il compianto / Da tanto sacrificio di vite / da tanta vastità di rovine / traggano i conterranei / moniti auspici e speranze / promesse di più sereni giorni / di più civile concordia / di umano lavoro”.

Si tratta quindi di una testimonianza importante ed originale nell’ambito dei monumenti di tal genere che ricorda anche la sofferenza e il tormentato esodo dei civili rimasti in zona occupata.