20 febbraio 2018

È passato quasi un anno dalla missione che ho condotto da Monaco a San Donà di Piave per promuovere il cicloturismo come volano di scoperta turistica del Basso Piave. Quello che è rimasto, a distanza di tempo, è proprio il ricordo dell’amicizia. Quella mostrata da sindaci, amministratori, imprenditori, semplici cittadini incontrati lungo i 560 chilometri di pedalata. Insieme alla curiosità e all’interesse per i luoghi da dove provenivamo. Molti dei nostri interlocutori, nel tratto tedesco e austriaco della Ciclovia, conoscevano il Basso Piave e la Venezia Orientale. Erano stati in vacanza a Jesolo, a Caorle, a Cavallino. Avevano visitato Venezia. E, forse, iniziavano a valutare anche l’ipotesi di tornare negli stessi luoghi, per scoprire qualche pezzo dell’entroterra e di ciò che circonda le mete turistiche più note.

Sono questi alcuni dei temi che toccheremo giovedì 22 febbraio alle 20,30 al Centro culturale da Vinci in una serata intitolata all’hashtag ufficiale della Ciclovia dell’Amicizia: #muenchenvenezia – Da Monaco a San Donà sui pedali: turismo, economia e ambiente.

Si parlerà del valore, anche economico, del cicloturismo per il territorio del Basso Piave e dei vantaggi di essere parte del percorso della Ciclovia dell’Amicizia Monaco – Venezia. Ma si forniranno anche suggerimenti e piccoli segreti per chi volesse aprire un’attività o lanciare un nuovo prodotto o servizio dedicato ai cicloturisti. O semplicemente percorrere la Ciclovia per un periodo di vacanza. E su tutto le emozioni, i sentimenti, l’amicizia.

Momento centrale la relazione che l’esperta di cicloturismo Giovanna Borsato, webmaster del sito Barubici, sulle ricadute occupazionali per il territorio del passaggio di cicloturisti. Non è un caso che la nostra missione lungo la Ciclovia si chiamasse Mo.ve.te, ironico acronimo per Monaco Venezia Team. Ma anche esortazione piuttosto diretta, rivolta ai nostri imprenditori, affinché si “diano una mossa” per trarre vantaggio da un fenomeno in netta espansione quale è il cicloturismo. Tanto per citare qualche elemento: nel settembre scorso, mentre i 190 km del tratto veneto della Ciclovia si aggiudicavano il titolo di itinerario migliore d’Italia al CosmoBike Show, la percorrevano in 400 per la prima corsa non competitiva condotta sulla Ciclovia. Vuol dire almeno 400 persone che hanno avuto bisogno di trattorie e ristoranti per mangiare, di alberghi o bed & breakfast per dormire, di tutto ciò che serve a un viaggiatore. Un indotto che, secondo le stime del Consorzio turistico Marca Treviso varrebbe nel solo tratto italiano della Ciclovia, 40 milioni di euro all’anno, 500 mila turisti, 250 mila notti negli hotel. Con un attraversamento del confine del Brennero stimato tra i 500 e i mille cicloturisti al giorno.

 

Siamo alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo. Vogliamo coniugare crescita economica e qualità della vita. Ricchezza e salute. Per questo motivo siamo riusciti a inserire San Donà di Piave nel tracciato della Monaco Venezia. È di questo che vogliamo parlare la sera del 22 febbraio.

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 20 febbraio 2018