21 settembre 2017

Viviamo un tempo denso di contraddizioni. Da una parte San Donà torna a essere Città in crescita. Crescita demografica, innanzitutto. Il primo rilevamento di quest’anno ha fatto segnare 41.883 abitanti, il massimo storico. Oltre cento unità rispetto alla stessa data dell’anno precedente. A determinarli la capacità di attirare, a fronte di un calo delle nascite comune a tutta l’Italia settentrionale, oltre mille residenti da altri Comuni. E se oltre mille persone decidono di porre il centro della propria vita in un luogo, vuol dire che si aspettano che ci si viva bene. Crescita delle imprese, finalmente. Nel 2014 le ditte a San Donà erano 4.339 balzate a 4.378 nel 2016, tendendo ai numeri degli anni migliori. Crescita, o meglio ripresa, delle assunzioni nel settore privato. Almeno due grandi manifatturiere oltre ad alcune importanti realtà commerciali hanno effettuato ampie ricerche di personale in tempi recenti. E la prevista espansione del principale parco commerciale della Città lascia spazio a prospettive positive.

San Donà è città dove, dopo anni difficili, si è riaperta una speranza.

Nessun trionfalismo in tutto ciò. Non è che tutto vada bene. Perché restano una serie di contraddizioni anche su dati all’apparenza positivi. Uno su tutti: la riduzione del numero di persone il lista di attesa per un alloggio popolare. Storicamente questo elenco comprendeva tra i 300 e i 350 nomi. All’ultimo bando, nel 2016, le richieste si sono drasticamente ridotte: solo 189. Non voglio illudermi. Se una parte delle richieste proviene da persone che non hanno nemmeno i requisiti per accedere a un alloggio pubblico, la drastica diminuzione delle richieste è probabile che dipenda da una rinuncia a presentare la domanda.

C’è però l’impegno dell’amministrazione in questo senso. E non parlo solo dell’assegnazione di 14 alloggi Erp negli ultimi tre anni e nemmeno della prossima pubblicazione della graduatoria provvisoria per l’anno 2016, con l’assegnazione di due nuovi alloggi ottenuti da Ater. E  nemmeno della pubblicazione, a fine ottobre, del nuovo bando di alloggi Erp. Mi riferisco a azioni specifiche messe in campo dall’Amministrazione, in una fase, peraltro, in cui l’edilizia pubblica, da molti anni, non sembra essere più una priorità né delle politiche nazionali né regionali. Tanto che siamo in attesa da anni della riforma regionale delle Ater, a partire dai criteri di assegnazione, che permetterebbero una maggiore rotazione degli assegnatari sulla base delle reali condizioni economiche.

Come Comune, tra le altre iniziative, va citata almeno Abitare Sociale. Si tratta di un progetto innovativo, che vuole favorire l’incontro tra domanda e offerta di abitazione proponendo alloggi a prezzi calmierati in cambio della garanzia, fornita dal Comune tramite un gestore del progetto, della regolarità della locazione. Nell’ambito di questa iniziativa sono stati già messi a disposizione 3 alloggi di proprietà comunale da destinare alle situazioni di emergenza abitativa. L’obiettivo è fornire una soluzione temporanea in coabitazione a nuclei familiari composti da mamme con figli minori, presi in carico da parte dell’assistente sociale  per percorsi di inserimento lavorativo e sostegno nella ricerca di nuove soluzioni abitative. E ancora, a breve sarà stipulata una convenzione con  l’Ater di Venezia per l’utilizzo di altri 3 alloggi, con possibilità di estensione ad ulteriori appartamenti, ad equo canone e pertanto accessibili a quella categoria di utenza che non è in grado di sostenere un affitto sul libero mercato.

Un’ultima nota:  merita un plauso l’immediata reazione a un’emergenza abitativa, provocata da un incendio nella frazione sandonatese di Isiata che ha distrutto l’alloggio di due famiglie, cui immediatamente è stata trovata dal Comune una sistemazione alternativa.

Indice dell’impegno, del grande impegno, da parte dei Servizi Sociali del nostro Comune.

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

 

 

San Donà di Piave, 21 settembre 2017