27 aprile 2018

Il recupero di un grande edificio storico nel cuore della Porta Nord. È il progetto della Cantina dei Talenti, tra gli elementi cardine oggetto di finanziamento nell’ambito del Bando Periferie. La convenzione del Bando, per quanto riguarda il nostro territorio, è stata firmata nel dicembre scorso a Palazzo Chigi a Roma dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal sindaco metropolitano Luigi Brugnaro. Dando di fatto avvio ai lavori, a partire dal 2018, per terminare nel 2020. E la Cantina dei Talenti sarebbe uno dei principali recuperi di un pezzo di storia di San Donà, dalla sua ricostruzione dopo le Guerre Mondiali.

L’edificio è l’antica Cantina Sociale, tra i più significativi esempi di architettura industriale del territorio. Attualmente degradato, diventerà un contenitore di funzioni relative all’agroalimentare ma anche all’innovazione, al co-working, agli eventi. I progetti finanziati nel Bando Periferie prevedono sempre l’intervento di un partner privato. In questo caso si tratta della Cantine Viticoltori Veneto Orientale s.a.c  (Vi.Vo. Cantine) che raggruppa 2000 produttori associati. Il bando prevede in questo caso un finanziamento di circa 1,8 milioni di euro per un importo complessivo di 2,5 milioni. Il progetto complessivo costituirebbe un hub in coincidenza del polo fieristico, tra la nuova stazione integrata Atvo – FF.SS. e la nuova fiera negli spazi ex Confrutta.

Nella Cantina verrà utilizzata la piattaforma digitale elaborata all’interno del progetto europeo WeGoNow – Programma Horizons 2020, di cui il Comune di San Donà è beneficiario con partner europei del livello di Torino e Londra.

Un modo per onorare la storia di una struttura che risale al 1932, un anno dopo la costituzione della Cooperativa che ne era proprietaria. La progettazione dell’edificio era stata opera di una squadra in cui venivano rappresentate alcune tra le maggiori competenze dell’epoca: da un enotecnico, Neviani di Conegliano, laureato in agraria a Bologna, che si aggiudicò il concorso per la sua realizzazione; a un ingegnere, Fausto Guiotto, tra i più importanti progettisti di opere connesse alla bonifica; a un agronomo, Luigi Fassetta, anch’egli protagonista di primo piano di quella grande stagione per il territorio dell’Olanda d’Italia.

La Cantina Sociale si qualificò come una delle principali realtà cooperative in Italia, con una vinificazione attorno ai 50mila ettolitri annui, soprattutto di uve raboso e, in misura minore, merlot. I danni subiti dalla struttura, a causa di un bombardamento nel 1944, che bloccò la produzione per circa un anno, furono occasione per un ulteriore ampliamento.

L’iniziativa ha suscitato anche interesse accademico. Il corso del Master in governo delle reti di sviluppo locale, condotto dalla professoressa Patrizia Messina dell’Università di Padova ha studiato il progetto ritenendolo «particolarmente interessante».

Insomma, un progetto il cui target ideale sono i giovani disoccupati, le imprese, gli agricoltori del territorio, i creativi, gli artisti. A vantaggio dell’intera popolazione del sandonatese.

 

 

 Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 27 aprile 2018