17 gennaio 2018

Questo numero del Foglio di Collegamento, relativo alle profonde trasformazioni dei centri urbani, trae spunto da una richiesta di un cittadino. Auspico che il suo esempio venga imitato, e che altre richieste di approfondimento giungano all’email che trovate alla fine della pagina.

Veniamo al punto. le modifiche che hanno interessato tutti i centri urbani negli ultimi 30 anni. Il loro tessuto è cambiato più in questo periodo che non in tutto il secolo precedente. E ancora queste dinamiche non hanno terminato di sviluppare completamente i propri effetti.

Basti citare la migrazione dal centro della residenza, verso le villette in periferia, e delle attività produttive verso i centri commerciali e gli Outlet; l’esagerato sviluppo, per un ventennio, degli sportelli bancari che hanno sostituito buona parte delle altre attività commerciali salvo poi, come sta accadendo, essere travolti dalle fusioni tra istituti e dall’home banking e lasciarci degli spazi vuoti. Sulla stessa linea, l’avvento dell’e-commerce, che diventerà sempre più diffuso e che anziché far ricadere i soldi del cliente sul territorio limitrofo, trasferisce ricchezza lontano da qui, spesso in altri Paesi.

Ricette già pronte non ci sono. C’è solo il dovere di mettere in campo tutte quelle politiche che possano riportare a un essenziale rilancio del centro urbano, cuore della città senza il quale il resto del corpo non vive. E c’è la certezza che indietro non si torna. Quella che stiamo vivendo non è una crisi ma, per l’appunto, un altro mondo. E se è nuovo, ha bisogno di soluzioni nuove.

Ne sintetizzo qualcuna. Lavorare per riportare la residenza in centro. Ci sono segnali incoraggianti in questo senso. Molte persone, non più giovani e sgravate del peso dei figli da far crescere, decidono di lasciare le villette di periferia, grandi ma difficili e onerose da gestire, per un appartamento in centro. Per questi residenti di ritorno il centro si deve riorganizzare anche con nuove attività commerciali, oltre che di servizi, per consentire una vita libera. Anche dalla schiavitù dell’auto.

Anche per questo, una delle misure che viene ritenuta indispensabile da tutte le città che stanno affrontando questi argomenti, è allontanare le auto dal centro, così da migliorare la vivibilità e la voglia di frequentarlo.

Infine, oltre al contesto, conta molto anche l’offerta di prodotto e, soprattutto, la componente di servizio legato alla sua vendita. L’Ente locale, in ogni realtà, può promuovere eventi ed  iniziative, magari in collaborazione con le Associazioni di categoria, ma questo è solo il primo passo. Il successivo è la collaborazione di tutti gli interessati. O si lavora di squadra per massimizzare il risultato oppure resterà sempre insufficiente.

Il contesto non è facile. Per nessuno. Ma c’è un futuro al quale guardare comunque con fiducia e ottimismo. Gli “anni d’oro” sono andati? Pazienza. Non possiamo vivere di rimpianti oppure, peggio “non-vivere” in attesa che, forse tornino. Non possiamo stare con le mani in mano. Lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi.

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

San Donà di Piave, 17 gennaio 2018