30 gennaio 2017

Un progetto di inclusione sociale che coinvolge 15 comuni oltre a una serie di soggetti privati tra cui agenzie interinali e di fund raising europeo, oltre al Cfp Lepido Rocco. È il progetto PMIA, cui aderisce anche il Comune di San Donà, e ben rappresenta le nuove modalità di ricerca lavoro nell’era della prima timida ripresa post crisi.

Tracce di ripresa suffragate dai numeri. Limitandosi ai dati riportati nei censimenti, San Donà in venti anni è passata da un tasso di disoccupazione piuttosto elevato, del 10,3 per cento, nel 1991 a un 5,2 del 2001. Un dato che toccava addirittura il 3,5 per la popolazione maschile. Considerando i tempi tecnici minimi necessari alla ricerca di un lavoro, cifre del genere erano equivalenti, in pratica, alla disoccupazione zero. E proprio per questo, realisticamente difficili da mantenere sul lungo periodo.

Poi la crisi e il tasso di disoccupazione che torna al 7,5 per cento nel 2011. Un dato che, finalmente, tende a scendere secondo le ultime stime di Apindustria, sfiorando la quota psicologica del 7 per cento. Una tendenza registrata con più chiarezza anche a livello regionale. Ma che lascia sul campo quantomeno un tasso di disoccupazione femminile bloccato. E, sempre secondo dati di Apindustria, almeno 4.500 disoccupati nei maggiori Comuni del Veneto Orientale.

È innanzitutto a loro che si rivolge il progetto PMIA. Compito della parte pubblica, ovvero dei Comuni aderenti (insieme a San Donà di Piave sono Annone, Eraclea, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Jesolo, Meolo, Musile, Noventa, Teglio, Portogruaro, Pramaggiore, San Stino, Torre di Mosto) è sia il cofinanziamento del progetto, possibile solo grazie alla partecipazione di più comuni, come l’indicazione, da parte dei singoli servizi sociali, delle persone che possono intraprendere un percorso di ricerca attiva del lavoro.

Nel caso specifico sono tre le articolazioni del progetto. Una rivolta a persone disabili, per un inserimento lavorativo nel settore della segreteria per i servizi turistici. L’altra per persone che vogliono rientrare dopo anni nel mercato del lavoro, nel loro stesso settore di occupazione, per i quali è previsto un percorso di accompagnamento. L’ultimo di riqualificazione professionale per inoccupati, quindi con l’accento posto sulla formazione, verso i settori della ristorazione e della manutenzione del verde. In tutto sono 40, di cui 7 di San Donà, le persone beneficiarie di questo progetto, ultimo arrivato di una serie di iniziative cui abbiamo aderito.

A partire dalle iniziative previste dalla delibera regionale 840 del 2015 rivolte a persone uscite almeno da 6 mesi dal mercato del lavoro, con possibilità di tirocinio; al progetto di pari opportunità Artemisia, rivolto all’inserimento lavorativo femminile nel settore amministrativo come nella costituzione di piccole imprese nei settori eventi o ristorazione, che coinvolge 8 persone.

Quindi formazione continua, tirocinio, imprenditorialità per la ricerca del lavoro nel mondo di oggi. E ancora collaborazione tra pubblico e privato. Perché parola d’ordine di questa amministrazione è: prima il lavoro!

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 30 gennaio 2017