04 dicembre 2017

San Donà di Piave nel percorso della Romea Strata. Quindi inserita dal Ministero dei Beni Culturali nell’Atlante digitale dei Cammini d’Italia, contenitore online di percorsi pensato come una rete di mobilità slow. É il secondo risultato di respiro internazionale, per San Donà e il Basso Piave, nell’ambito del turismo lento dopo che, nel 2015, la nostra città è entrata a fare parte del tracciato della Ciclovia dell’Amicizia Monaco – Venezia.

Il progetto della Romea Strata, promosso dalla Diocesi di Vicenza, ricalca l’antico sistema di vie che dal Nordest d’Italia conduceva i pellegrini verso Roma, e da lì li instradava verso Gerusalemme. È  anche collegamento naturale con le grandi rotte di pellegrinaggio che provengono dall’Europa Centrale. L’iniziativa fonde tradizione e modernità grazie al sito www.romeastrata.it che offre informazioni e supporto a chi affronta il percorso.

Si sviluppa su 5 direttrici di marcia, per un totale di 1300 km. Ben tre di esse, da Tarvisio, dalla Slovenia e da Trieste, ricadono su San Donà. Le altre due partono dal Brennero e da Verona. Più precisamente il Basso Piave è interessato da quel tratto del sistema viario che prende il nome di Romea Strata Annia, tra le antiche città di Concordia Sagittaria e Badia Polesine.

Il percorso all’interno di San Donà, segnato da apposite tabelle con il logo della Romea Strata, parte dalla frazione di Fossà. Si sviluppa lungo le vie Piavon, Bellamadonna, Fossà, e Calnova; prevede l’attraversamento della grande area verde del Parco Fellini; quindi via Vanoni e via Calvecchia per raggiungere la dorsale centrale: via Vizzotto, via 13 Martiri, corso Trentin, ponte della Vittoria. Tutte le varie direttrici confluiscono nella cittadina toscana di Fucecchio, vicino Firenze, dove intersecano la famosa via Francigena. Attraverso questa è possibile scendere verso Roma o anche risalire attraverso la Francia fino a Santiago de Compostela.

Proprio l’importanza del cammino di Santiago dà un’idea di cosa potrebbe rappresentare il pellegrinaggio, al di là del suo valore religioso e spirituale, come percentuale del movimento turistico. Perché il cammino verso Compostela è uno dei pochi per il quale disponiamo di statistiche certe, ed è impressionante la progressione del numero dei pellegrini che lo hanno affrontato. Erano meno di 2500 nel 1985; sono stati quasi 280mila nel 2016. Più che centuplicati in 30 anni. Nel 2016 lo hanno percorso 24mila italiani. Siamo la comunità straniera più numerosa a camminare verso la tomba di San Giacomo Apostolo. Più di tedeschi 21mila, e americani, 15mila. Più di chiunque altro, esclusi gli spagnoli che però giocano in casa.

Ancora, dopo che il Ministero della Cultura ha decretato il 2016 Anno dei Cammini, si è registrato un successo insperato, con  una crescita dei flussi che percorrono le direttrici più conosciute, a partire dalla via Francigena, che ha toccato il 50 per cento. Tanto da indurre lo stesso Ministero a elaborare un Atlante digitale dei Cammini d’Italia, che censisce 41 cammini, per un totale di 6600 km e 147 snodi dove è possibile cambiare percorso. Inserendovi meno di un mese fa anche la Romea Strata.

Inoltre, sempre nell’ultimo mese, il ministro della cultura Dario Franceschini ha dichiarato il 2019 Anno del turismo lento. Ritengo che possiamo attendere soddisfazioni analoghe a quelle che ha portato il 2016, Anno dei Cammini. E San Donà e il Basso Piave sono pronti per fare la propria parte, nell’accoglienza a un turismo fatto di viaggiatori curiosi, formati e rispettosi del contesto dove soggiornano.

 

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 4 dicembre 2017