02 dicembre 2016

Non è la prima volta che ciò avviene. Anzi, è un trend consolidato ormai da qualche anno. Ma resta una di quelle notizie che meritano una “edizione straordinaria” del Foglio di Collegamento. Il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, incontrando i cittadini al Centro culturale, ha confermato quella che già era una percezione consolidata. I reati a San Donà sono in netto calo. Certo, è probabile che il dato sia sottostimato perché molti reati non vengono nemmeno denunciati, per stanchezza o per frustrazione. Ma la tendenza resta. Semmai è l’occasione per un invito a denunciare sempre, anche per porre campanelli d’allarme.

I dati della Prefettura avevano registrato un picco di reati, ben 2376, nel 2011, non a un caso uno degli anni più difficili dal dopoguerra dal punto di vista economico. L’incidenza dei reati, comunque sempre al di sotto della media nazionale, ha poi iniziato un lento calo, fino a scendere sotto quota 2mila, precisamente 1955 come dato aggregato nel 2014. E ora, finalmente, un confronto decisamente positivo. Limitandosi ai primi 10 mesi dell’anno, oggetto dell’esposizione del prefetto, si è passati da 1.451 reati nel 2015, già un dato confortante, a 1.241 nel 2016.

Nel frattempo una decisa azione dell’Amministrazione comunale per la sicurezza. Dalla promozione del Controllo del Vicinato agli interventi in numerose zone del Centro tra cui quello, decisivo, in Vicolo Nuovo; dagli sgomberi di edifici occupati alla collaborazione con i Carabinieri sul controllo di piazza IV Novembre che ha ridotto enormemente lo spaccio. E ancora, la presenza della Polizia Locale nelle frazioni, la mattina, soprattutto in occasione di mercati come a Passarella; il miglioramento del sistema di videosorveglianza; la costituzione del Distretto di Polizia Locale. Fino alla stipula di una convenzione col Comando di Polizia Locale di Venezia per avere la disponibilità della sala operativa anche nelle ore notturne.

Un impegno che forse si riflette sui dati, analizzando le singole fattispecie. I furti hanno segnato un calo del 14 per cento, scendendo per la prima volta da molti anni sotto quota 800: da 822 l’anno scorso a 707 quest’anno. Il miglioramento più notevole ha riguardato i furti in abitazione, passati da 207 a 148.

Calo addirittura dell’80 per cento per le rapine: erano state 14 fino a ottobre 2015, appena 3 nello stesso periodo del 2016. Quadruplicate invece le segnalazioni di reato legate agli stupefacenti, 12 contro 3, ma questo è un dato positivo. Non essendo stato rilevato dal SerD un apprezzabile aumento del consumo di stupefacenti, vuol dire che è in corso un’azione repressiva più efficace da parte delle forze dell’ordine.

Ma l’elemento forse migliore esula dai dati. Finalmente, dopo anni, il miglioramento della sicurezza reale è seguito da un miglioramento della sicurezza percepita. Merito anche del Controllo del Vicinato, cui hanno aderito oltre 2200 persone. Oltre il 10 per cento, per capirsi, delle 17mila famiglie sandonatesi. Al di là dei risultati conseguiti, il Controllo del Vicinato ha riportato le persone ad aggregarsi. Attraverso moderni strumenti di comunicazione, innanzitutto l’immancabile whatsapp, ha favorito uno spirito di solidarietà che, soprattutto nelle frazioni, è stato il maggior deterrente alle azioni criminose. Insieme ad altre esperienze, quali le cene di quartiere, cui l’amministrazione guarda con assoluto favore, promuove l’essere comunità. La socialità è sempre nemica della paura.

La sicurezza, soprattutto, è frutto di diverse azioni. Da sole le Forze dell’Ordine non bastano. Da sole le telecamere non sono sufficienti. Serve l’azione di tutti, dalla denuncia al controllo intelligente del territorio, per rendere la città migliore.

Quanto avvenuto poche settimane fa, ovvero il terrificante omicidio perpetrato in pieno Centro storico, è un brutto episodio. Non è quella San Donà.

Non si può certo abbassare la guardia. È però altrettanto ingeneroso chi, per ragioni politiche, continua a soffiare sul fuoco delle paure. Chi usa termini come Bronx in riferimento a San Donà per basse ragioni politiche offende una città bella e vivibile. La nostra.

 

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 2 dicembre 2016