28 marzo 2017

Siamo in controtendenza. E siamo orgogliosi di esserlo. Sapevamo già di rappresentare un’eccezione demografica, con una crescita del numero dei sandonatesi, principalmente per immigrazione da altri comuni, a fronte di un Veneto e un’Italia nella migliore delle ipotesi statici. Ora scopriamo di essere in controtendenza anche sotto l’aspetto delle nuove tecnologie. Solo pochi giorni fa il Dig.Eat di Roma, uno dei più importanti eventi italiani per le nuove tecnologie, si è concluso definendo lo stato della digitalizzazione in Italia come “preoccupante”.

A San Donà, invece, realizzato un investimento da parte di Tim sulle infrastrutture di nuova generazione per 800mila euro. Ritenuto talmente significativo da giustificare una conferenza stampa in città del responsabile Access Operations di Tim per il Veneto Ivan Russo, generalmente riservata a centri che siano almeno capoluogo di Provincia.

La copertura della rete in fibra ottica ha già raggiunto il 75 per cento della popolazione, su 11 mila unità immobiliari, grazie alla posa di 30 chilometri di cavi. Copertura che supererà il 95 per cento entro l’estate 2018.

È un percorso che parte da lontano. San Donà è stata fra i primi comuni in Italia a dotarsi di un Piano per le infrastrutture digitali, già nel 2014. L’iniziativa ha anticipato la normativa nazionale, che ha introdotto qualcosa di analogo, il Sinfi, con un decreto del maggio 2016. Tra le similitudini più interessanti tra i due piani, la previsione di utilizzare le condutture dell’impianto di illuminazione per il passaggio della fibra.

Il Piano non solo ha consentito di evidenziare la crescita e lo sviluppo della residenza e delle imprese ma ha offerto elementi di valutazione, e quindi di interesse, agli operatori telefonici. Fino alla scelta di investire da parte di Tim. Peraltro l’iniziativa sandonatese ha ricadute anche al di fuori del suo territorio.

San Donà, infatti, è servita principalmente da due grandi centraline, San Donà Centro e San Donà Est, per un totale di 72 armadi telefonici, di cui 15 riguardano Musile. I cittadini e le imprese del Comune vicino, quindi, hanno beneficiato di questo investimento a conferma di una politica di aggregazione da sempre voluta dalla nostra amministrazione. Rientra nei piani di sviluppo immediato di Tim anche l’armadio che serve Fiorentina, finora priva addirittura di Adsl. Entro l’estate 2018 la frazione verrà cablata. Analoga estensione, sempre verso l’estate 2018, anche per le tre centraline minori che riguardano il territorio sandonatese, Isiata, Calvecchia e Passarella, forti in tutto di 15 armadi. Cablatura nello stesso periodo anche di quella di Noventa, che riguarda anche parte della zona industriale al confine con San Donà.

La banda larga è ormai percepita dai cittadini come una vera e propria infrastruttura, analogamente all’illuminazione pubblica o alla rete fognaria. Questo perché dalla sua presenza può dipendere la scelta di vivere o meno in un luogo, o l’insediamento di un’impresa. Lo sanno bene gli imprenditori di via Kennedy e via Maestri del lavoro e tutte le aziende in generale.

Diffonderla, quindi, non è uno scopo ma lo strumento di quella che è oggi la priorità in Italia e a San Donà: aumentare i posti di lavoro. Perché il nostro programma di mandato inizia con l’espressione: prima il lavoro.

 

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 28 marzo 2017