12 gennaio 2018

 

I segnali, confortanti, di ripresa economica con cui si sta aprendo questo nuovo anno non possono farci dimenticare quelle che restano le priorità assolute dell’azione amministrativa: il lavoro, innanzitutto, e a cascata il contrasto alla povertà, all’esclusione sociale, alla marginalizzazione.

In questo senso si è inserito un nuovo strumento, il Reddito di inclusione, nuovo sussidio nazionale contro la povertà, che prevede un contributo che può arrivare fino a un massimo di circa 500 euro mensili per un periodo standard di 18 mesi, eventualmente prorogabile.

Questo nuovo strumento, però, non è un regalo o un bonus una tantum ma prevede un impegno attivo da parte dei beneficiari e un ruolo fondamentale per i Comuni. Il mantenimento del sostegno al reddito, infatti, è vincolato e condizionato ad un accordo tra il cittadino ed gli enti locali. Questo patto è basato sull’impegno a seguire un progetto personalizzato che miri a far uscire l’intero nucleo familiare dalla situazione disagiata. Prevede, tra le altre cose, il mandare i figli a scuola, accettare lavori o seguire corsi per un’eventuale formazione professionale.

Un modello di inclusione attiva, quindi, che i servizi sociali di San Donà di Piave già attuano da tempo, superando il concetto di comune come bancomat verso un sistema di welfare delle responsabilità. La logica è non erogare semplicemente contributi a fondo perduto ma vincolarli a un progetto sociale, sulla base delle proprie capacità. L’obiettivo è la costruzione di rapporti di coesione e solidarietà per rendere le persone sempre più autonome.

Altra importante novità del Reddito di inclusione è l’estensione del beneficio ad una platea più ampia di cittadini. Non è riservato solo a determinate categorie di persone, ma a tutti coloro che versano in situazioni di grave difficoltà.

Al momento sono circa 80 le domande pervenute da cittadini sandonatesi in corso di valutazione da parte dell’Inps. La domanda di accesso alla prestazione potrà essere presentata al Comune di San Donà di Piave, Ufficio Protocollo, utilizzando il modello disponibile sul sito del Comune. L’erogazione del contributo avverrà attraverso una carta prepagata.

Al di là dei dati tecnici, elemento fondamentale è la predisposizione di un progetto da parte dei servizi sociali, sulla base degli effettivi bisogni del beneficiario. Questo, ovviamente, rappresenta un carico maggiore per il Comune che, quindi, è ancora di più in prima linea nel contrasto alla povertà e alla marginalità sociale.

 

Andrea Cereser

sindaco per San Donà di Piave

 

San Donà di Piave, 12 gennaio 2018