SCHEDE
GEOGRAFICO-NATURALISTICHE
RELATIVE AL TERRITORIO COMUNALE
DI SAN DONA’ DI PIAVE
IL PENDOLINO
Centro Didattico Naturalistico
SCHEDA
N° 1.
ASPETTI
GEOGRAFICI E GEOMORFOLOGICI DEL TERRITORIO COMUNALE
Il
territorio comunale di San Donà di Piave occupa un’area
di bassa pianura alluvionale. In origine, lo stesso
territorio si adagiava alla sponda di sinistra idrografica
del fiume alpino, ma la diversione del corso fluviale
attuata dai Veneziani sul finire del XVII° secolo,
mediante l’escavazione di un nuovo alveo, ha
di fatto tagliato in due l’area. Attualmente
essa risulta pertanto divisa in due distinti settori,
separati dall’alveo relativo al nuovo corso
del Piave.
La
collocazione geografica del territorio comunale è
relativa a due diverse fasce: il settore meridionale
risulta appartenere all’area geografica lagunare,
mentre quello settentrionale risulta inserito nell’area
di bassa pianura alluvionale. Ne consegue che i caratteri
geopedologici e morfologici dello stesso territorio
risultano disomogenei e che diverse risultano, inoltre,
le trasformazioni d’ambiente cui esso è stato
sottoposto dall’uomo in epoca storica antica
e recente. In termini indicativi si può affermare
che il territorio comunale si compone di tre distinte
are. La più settentrionale tra queste è dotata di
suoli alluvionali di natura argillosa, con valori
altimetrici medi pari a due-quattro metri sul livello
medio del mare. L’area meridionale è invece
caratterizzata dai suoli argilloso-limosi che formavano
il basso fondale delle antiche lagune salmastre e
delle paludi dolci preesistenti all’intervento
di bonifica; la sua altimetria risulta mediamente
inferiore al livello del mare e la sua vocazione naturale
risulta essere di tipo palustre. La terza area, infine,
presenta una configurazione nastriforme corrispondente
all’alveo attuale ed ai paleoalvei del fiume
Piave. Essa è quindi formata dai dossi naturali relativi
agli stessi alvei fluviali, sopraelevati di due-tre
metri sul piano di campagna e caratterizzati da suoli
sabbiosi di origine fluviale.
L’idrografia
del territorio comunale è caratterizzata da un notevole
sviluppo complessivo e dalla presenza di corsi d’acqua
di diversa natura e origine. Tra questi spicca il
Piave, fiume di tipo alpino e di origine mista: caratterizzato
cioè da tratti d’alveo naturali e da tratti
realizzati artificialmente. Di notevole interesse
geografico ed ambientale è la presenza dell’alveo
del Sile–Piave Vecchia, nel tratto compreso
tra Caposile e l’abitato di Santa Maria di Piave.
Significativa è inoltre la presenza del Canale Grassaga,
in origine fiume di risorgiva, successivamente convertito
in alveo di bonifica; quindi la presenza dell’alveo
irriguo-scolante del canale Bova Rosa, collocato in
prossimità del confine con il territorio comunale
di Jesolo ed alimentato dalle acque di risorgiva del
fiume Sile. A questi stessi elementi, infine, si aggiunge
la fitta idrografia capillare relativa ai capifosso,
ai fossi ed alle scoline di bonifica, estesa all’intero
territorio e tale da costituire un biotopo palustre
reticolare e diffuso.
SCHEDA
N° 2.
LA
VEGETAZIONE E LA FLORA
La
fisionomia storica della vegetazione naturale del
territorio comunale, conseguente ai caratteri d’ambiente
descritti, era di tipo forestale e palustre. Nella
fascia settentrionale del territorio (zona di Mussetta)
si sviluppava la foresta mesofila, dotata della fisionomia
vegetazionale tipica della bassa pianura ( Querceto-carpineto);
nella fascia mediana e in particolare in ambiente
alveale, si sviluppava invece la foresta igrofila
( Pioppeto-saliceto); nel settore meridionale,
infine, la vegetazione era di tipo erbaceo-palustre,
con locali influssi di tipo salmastro. Tale ipotesi
trova conferma implicita nella descrizione dell’ambiente
protostorico, conseguente all’esito delle ricerche
archeologiche condotte in questo secolo. Queste stesse
rivelano infatti tracce significative di centuriazione
romana nell’area di Mussetta e nel contiguo
territorio di Noventa di Piave e svelano, parimenti,
vestigia di un insediamento neolitico nel territorio
di Chiesanuova, sulla sponda sinistra dell’alveo
storico del fiume Piave. Sulle rimanenti superfici,
collocate sotto il livello del medio mare, non sono
state rilevate tracce di insediamenti, a conferma
di una condizione d’ambiente anticamente lagunare
o palustre.
La
vegetazione attuale, conseguente ad oltre duemila
anni di modificazione dell’ambiente da parte
dell’uomo, si discosta notevolmente dai modelli
naturali e storici. In particolare, il querceto è
scomparso dal territorio comunale e così la vegetazione
palustre, mentre si conservano modeste testimonianze
di pioppeto-saliceto lungo il corso del fiume Piave.
La dotazione floristica rimane tuttavia assai ricca,
in ragione di una elevata diversità ambientale dovuta
all’opera dell’uomo. In estrema sintesi,
i biotopi floristici presenti nel territorio comunale
sono i seguenti:
Canali
e fossi ;
ospitano specie acquatiche e palustri di notevole
interesse, tra cui: Nymphaea
alba, Leucojum aestivum, Caltha palustris, Typha
angustifolia, Allium angulosum, Eleocharis palustris
Sponde
fluviali;
ospitano specie forestali tipiche del bosco igrofilo,
tra cui: Populus
alba, Populus nigra, Alnus glutinosa,
Frangula alnus
Argini
fluviali
; ospitano praterie stabili caratterizzate dalla
presenza di numerose specie, tra cui: Salvia
pratensis, Ornithogalum umbellatum, Veronica chamaedrys,
Viola hyrta, Orchis tridentata, Dactylis glomerata,Leucanthemum
vulgare
Siepi
agrarie ;
sono formate dalle specie arboreo-arbustive presenti
nell’antica foresta mesofila, tra cui: Ulmus
minor, Acer campestris, Crataegus oxyacantha, Euonymus
europaeus, Corylus avellana, Prunus spinosa, Rubus
ulmifolius, Rosa canina
Numerose,
infine sono le specie esotiche-naturalizzate, che
confermano l’elevato grado di manomissione della
flora spontanea dovuta all’uomo. Tra le specie
più invadenti di questo contingente si segnalano:
Lonicera japonica, Amorpha fruticosa ed Helianthus
tuberosus, tutte abbondantemente diffuse nell’ambiente
golenale del Piave.
SCHEDA
N° 3.
LA
FAUNA SELVATICA DEL TERRITORIO COMUNALE
In
termini analoghi a quanto rilevato per la vegetazione
e la flora, la comunità faunistica del territorio
di bassa pianura risulta aver subito un rilevante
processo di semplificazione ad opera dell’uomo.
Scomparsa la fauna maggiore d’ambiente forestale
(cervo, cinghiale, capriolo, lupo)
in fase storica antica e quella d’ambiente fluviale
(castoro) in epoca medioevale, alcune specie
di grande interesse ecologico, quali la lontra
e la gru, sono sopravvissute sino ad epoche
relativamente recenti.
Attualmente
la fauna del territorio comunale risulta ancora ricca,
nonostante le manomissioni dell’ambiente e un
interessante contingente di specie si è anzi adattato
alla convivenza con l’uomo, scegliendo l’habitat
dei centri urbani. Le componenti della comunità faunistica
presente nel territorio di San Donà sono comunque
le seguenti:
Comunità
delle acque dolci;
comprende un elevato numero di specie di invertebrati,
ma anche di pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi,
tra cui: cavedano (Leuciscus cephalus), tinca
(Tinca tinca), luccio (Esox lucius),
carpa (Cyprinus carpio), anguilla (Anguilla
anguilla), tritone comune (Triturus italicus),
tartaruga d’acqua (Emys orbicularis),
Biscia d’acqua (Natrix natrix), gallinella
d’acqua (Gallinula chloropus), martin
pescatore (Alcedo atthis), pendolino (Remiz
pendulinus) e arvicola d’acqua (Arvicola
terrestris).
Comunità
della campagna;
comprende numerose specie di insetti ed un ricco
contingente di vertebrati, tra cui: raganella (Hyla
arborea), rospo comune (Bufo bufo), ramarro
(Lacerta viridis), biacco (Coluber viridiflavus),
rigogolo (Oriolus oriolus), Ghiandaia (Garrulus
glandarius), barbagianni (Tyto alba),
allodola (Alauda arvensis), colombaccio (Columba
palumbus), picchio verde (Picus viridis),
picchio rosso maggiore (Picoides maior),
donnola (Mustela nivalis), faina (Martes
foina) e volpe (Vulpes vulpes).
Comunità
dell’ambiente urbano;
è caratterizzata da un rilevante numero di specie
di invertebrati e vertebrati, spesso commensali
dell’uomo. Le presenze più interessanti comprendono:
rospo smeraldino (Bufo bufo), colubro liscio
(Coronella austriaca), civetta (Athene
noctua), gufo comune (Asio otus), cornacchia
grigia (Corvus corone cornix), cardellino
(Carduelis carduelis), verdone (Carduelis
chloris), fringuello (Fringilla coelebs),
verzellino (Serinus serinus), pipistrello
albolimbato (Pipistrellus kulhi)e pipistrello
orecchione (Plecotus auritus).
Anche
in relazione alla fauna non mancano le specie esotiche-naturalizzate,
generalmente dannose perché in diretta concorrenza
con le specie autoctone, per l’habitat e le
risorse alimentari. Queste sono rappresentate soprattutto
da pesci, come il carassio dorato (Carassius auratus),
il pescegatto (Ictalurus melas), ma anche da
rettili, come la tartaruga trachemide scritta (Trachemys
scripta).
SCHEDA
N° 4.
I
BIOTOPI DI MAGGIORE INTERESSE NATURALISTICO
Il
territorio comunale di San Donà presenta un livello
di antropizzazione particolarmente elevato. La posizione
geografica, sospesa tra pianura friulana e pianura
veneta e tra bassa pianura ed ambiente lagunare, determina
infatti una particolare vocazione ad una funzione
di connessione. La presenza di insediamenti produttivi
e di infrastrutture di grande traffico ha pertanto
fortemente penalizzato la naturalità territoriale.
Nonostante
tutto, comunque, si conservano nel territorio comunale
situazioni di notevole interesse biotico ed ecologico.
Sono rappresentate, queste stesse, dai biotopi, ovvero
dagli ambienti, in cui si conservano i più significativi
giacimenti di biodiversità. Come tali esse meritano
particolare attenzione e specifici progetti volti
alla relativa conservazione.
Tra
i biotopi notevoli del territorio di San Donà, si
segnalano:
Saliceti
della sinistra idrografica e Parco fluviale urbano.
Costituiscono un interessante biotopo forestale,
in cui si conserva l’identità naturalistica
dell’antica foresta igrofila, con significative
presenze faunistiche, tra cui: rospo comune, biscia
tessellata, nitticora, torcicollo, tortora selvatica,
usignolo, rigogolo, etc.
Corso
della Piave Vecchia.
Rappresenta l’ambiente fluviale più ricco
del Veneto Orientale, in quanto caratterizzato dall’incontro
bioecologico tra Sile e Piave. Numerose sono le
specie floro-faunistiche notevoli e tra queste:
felce aquilina, campanellino estivo, calta, ninfea
bianca, scardola, luccio, tinca, tarabusino, tuffetto,
folaga, cigno reale.
Corso
e golena del Canale Grassaga.
Costituisce un significativo esempio di prateria
palustre e di corso d’acqua di origine sorgiva,
con una ricca dotazione di flora e fauna che comprende
le seguenti specie: aglio angoloso, giunchina, poligono
acquatico, nenufaro, ninfea bianca, anguilla, cavedano,
cefalo, airone rosso, cannareccione, germano reale,
marzaiola, arvicola d’acqua e topolino delle
risaie.
Parco
storico-ornamentale di Villa Ancillotto.
Rappresenta uno dei pochi complessi arborei ornamentali
d’epoca storica (ancorchè recente), presenti
nel territorio di San Donà. L’ambiente, trascurato,
è in gran parte inselvatichito, ma vi si conservano
interessanti esemplari arborei di pioppo bianco,
sofora e cipresso calvo della Virginia. La fauna
comprende specie minori d’ambiente forestale,
tra cui raganella, biscia dal collare, colubro liscio,
orbettino, capinera, codibugnolo, cinciallegra,
pigliamosche, toporagno e topo selvatico.
Testi
di Michele Zanetti
Illustrazioni di Mauro Nante e Michele Zanetti
San Donà di Piave 13.11.2000